Safety and Effectiveness of Low-Level Laser Therapy in Patients With Knee Osteoarthritis: A Systematic Review and Meta-analysis

Seyed Mansour Rayegani et Al.
J Lasers Med Sci. 2017 Summer; 8(Suppl 1): S12–S19.
Published online 2017 Aug 29. doi:

Gli Autori valutano 823 studi e utilizzano 14 RCTs per la meta-analysis.

Stelian et Al. nel 1992 fecero il primo trial con laser terapia su KOA (knee osteoarthritis) arrivando a valutare un miglioramento del dolore e delle funzioni in coloro i quali venivano trattati (l’atro gruppo utilizzava placebo). Negli anni seguenti altri studi non confermarono gli outcome positivi.

Il risultato di questa meta-analisi ci mostra miglioramenti (nel gruppo che utilizza il laser) nel dolore a riposo o durante attività, nel dolore generale, nella stiffness dell’arto colpito ma non c’erano differenze statisticamente significative tra i 2 gruppi nel dolore al ginocchio WOMAC e nei ROM articolari.. Non ci sono prove sufficienti per trarre conclusioni definitive sull’uso del laser per il trattamento della KOA. Tuttavia, non sono stati riportati effetti collaterali e non è stata trovata alcuna prova di danno.

Nonostante alcuni risultati positivi, questa meta-analisi mancava di dati su come l’efficacia della LLLT fosse influenzata da fattori importanti: lunghezza d’onda, densità energetica, durata del trattamento, numero di sessioni del trattamento, gravità della KOA e sito di applicazione.

Gli Autori affermano che la limitazione più importante di questo studio è, naturalmente, l’elevata eterogeneità tra gli studi che è la ragione per l’utilizzo del modello casuale per la meta-analisi. Inoltre, un altro limite di questo studio è la piccola dimensione del campione in ciascuno studio e, in generale, la bassa dimensione del campione dei risultati che sono stati analizzati.

NOTA del GIS:

Lo studio è interessante perché ci mostra come vi sia moltissima letteratura sull’utilizzo della laser terapia e come molti Autori cercano di arrivare a prove di efficacia o non efficacia. Bisognerebbe, come detto altre volte, standardizzare maggiormente gli studi (RCTs) al fine di arrivare a scelte terapeutiche appropriate. Un’altra nota importante è l’assenza di effetti collaterali avversi che ci fa dire come in mani sanitarie formate (e il fisioterapista lo è) tale terapia fisica è una fonte opportuna nei programmi riabilitativi.